domenica, 21 giugno 2009

Foto scattata a Sant' Ilario
Il tempo invece ha cancellato anche la speranza,
come l'icona tracciata e sbiadita su questo antico muro.
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lamaratonetaGio
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20:40
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considerazioni ---
giovedì, 21 maggio 2009
Trovo del tutto ragionevole la credenza celtica secondo la quale le anime di coloro che abbiamo perduti sono imprigionate in qualche essere inferiore, un animale. un vegetale,un oggetto inanimato, perdute davvero per noi fino al giorno,che per molti non arriva mai, nel quale ci troviamo a passare accanto all'albero o a entrare in possesso dell'oggetto che ne costituisce la prigione. Allora esse sussultano, ci chiamano, e non appena le abbiamo riconosciute, l'incantesimo si spezza. Liberate da noi, hanno vinto la morte, e tornano a vivere con noi.
Proust
Spero di ritrovarti mia preziosa zietta !
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lamaratonetaGio
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09:50
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lunedì, 04 maggio 2009
Ieri, ho percorso con mio marito e i consuoceri, gli antichi sentieri che conducono in pellegrinaggio alla Madonna della Guardia, il più amato Santuario della devozione genovese. Questo percorso è stato abbandonato, poiché le persone preferiscono intraprendere il viaggio in auto o in corriera. Durante l’intero cammino (15 km andata e ritorno) tra me e mio marito, non sono mancati i consueti duelli verbali, sulle questioni dottrinali del credere, che ci accompagnano da oltre quaranta anni. Io sono atea razionalista ed ho scalato la montagna solo per assecondare la mia passione per la marcia e per immergermi in madre natura. La mia metà, che invece crede e si definisce un cristiano in cammino, ricercava fini più edificanti. Per anni lui ha provato a convertirmi mentre io ho lavorato per destare le sua ragione. Nonostante questa strana situazione, egli mi apprezza poiché in me ha trovato una prova tangibile che un atea può comportasi bene al pari di una credente. Riconosce e ammira la mia etica, atta al massimo rispetto per il prossimo senza preconcetti, dettati solo da vecchi testi sacri. In lui invece mi piace il suo continuo interrogarsi che gli permette di non fermarsi alla semplice religiosità del credente abitudinario. Siamo diversi ma ci completiamo a vicenda e forse questo è il segreto della riuscita del nostro matrimonio. Il bene, per noi, è una sfida quotidiana.
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lamaratonetaGio
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13:48
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giovedì, 23 aprile 2009
Non è bello far vedere su di un manifesto pistole e bombe a mano. Allora si fanno sparire da una foto storica. Attraverso semplici colpi di mouse, la Regione Liguria le ha cancellate dal tavolo, su cui alcuni partigiani stanno pianificando un’azione di guerriglia. La resistenza non fu fatta a tavolino e nemmeno tirandosi i fiori. In tema di revisionismo e del “volemose bene” sono riusciti a ridicolizzare la RESISTENZA GENOVESE. Il partigiano a Sinistra della foto, si chiamava Emilio Roncagliolo, nome di battaglia “Lesta”, mio carissimo amico. Uomo di primissimo piano nella lotta partigiana, fu il braccio destro del mitico Comandante Aldo Gastaldi, nome di battaglia “Bisagno”, purtroppo morto in circostanze misteriose, il 21/05/1945. Ho salutato Lesta l’ultima volta il 10 Febbraio di quest’anno, in Piazza Baracca a Sestri Ponente, nella quale si è svolta una commovente cerimonia civile. Sono sicura che lui non avrebbe gradito questa manipolazione storica, atta a ribaltare la verità. Continuerò a gridare ogni qualvolta si vogliono fare ingiustizie e griderò contro chiunque, anche se il mio grido dovesse causarmi disgrazie o altro Bisagno
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lamaratonetaGio
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12:38
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commemorazione ---
sabato, 04 aprile 2009
Ieri sera, in un’oasi di pace, nel cuore di Genova, ho assistito ad un evento musicale d’alto livello. Nella Chiesa del Monastero di santa Chiara (1299), vicino a san Martino d’Albaro, si è esibita l’orchestra giovanile del Conservatorio “ Nicolò Paganini”, diretta da Nevio Zanardi. I violini, le viole, i violoncelli, il cembalo, i contrabbassi, uniti alla voce del contralto Chiara Bisso, mi hanno trasportata in un altro tempo. Sono stati suonati Brani di Haydin, Bach, e Vivaldi. L’ottima acustica, l’abilità dei giovani interpreti, diretti magistralmente dal maestro Zanardi, mi hanno commossa. Durante l’esecuzione dello Stabat Mater (Fac ut ardeat) d’Antonio Vivaldi, l’orchestra ha creato una rara ed emotiva profondità musicale. Ringrazio le persone che mi hanno invitata a questo concerto, regalandomi momenti di vera arte.
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lamaratonetaGio
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15:15
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emozioni ---
venerdì, 06 marzo 2009
<< La mortadella è comunista, il salame socialista, il prosciutto crudo democristiano, la coppa liberale, la finocchiona è radicale: il prosciutto cotto è fascista.>> Lo sosteneva Francesco Nuti nel film Caruso Pascoski di padre polacco. E’ una sequenza cinematografica che ho sempre trovato geniale. Ieri leggendo il libro d’Andrea Scanzi, (esperto enologo e sommelier), intitolato: elogio dell’invecchiamento, con sottotitolo alla scoperta dei dieci migliori vini italiani, ho trovato un parlamento nel quale ogni vitigno ha la sua ideologia. Cito i principali Il sangiovese è democristiano. Ha sempre la maggioranza, in tutta Italia. Piace a tutti, lo trovi ovunque. Il Merlot, facile, è anticonformista. Cade sempre in piedi, non litiga con nessuno, insuperabile nel salire sul carro del vincitore. Dagli scandali esce sempre immacolato. Il Lambrusco è proletario, fa l’operaio da una vita, crede ancora negli scioperi e spera che D’Alema, prima o poi dirà qualcosa di sinistra. Il Cabernet Franc è verde, ecologista. Nessuno come lui ostenta fin dai profumi l’appartenenza alla terra. Credo che questo vino sia il preferito da Beppe Grillo. Il prosecco è leghista, danaroso, poco incline alla multirazzialità. I suoi rappresentanti non sono Bossi e Calderoni, ci vuole il fisico di Alberto da Giussano per il ruolo di vino da aperitivo, colui a cui è demandato il non facile inizio di un pasto Il Carignano è secessionista. Crede, come ebbe il tempo di credere Fabrizio De André a furia di frequentarlo che i sardi siano gli indiani d’Italia. Il Primitivo è mastelliano e non si capisce cosa voglia fare da grande. Il Nebbiolo è sabaudo, monarchico. Non segue la moda, è diffidente del nuovo e non ama l’invecchiamento. L’Aglianico è borbonico: Quando lo si beve, si deve accettare di salire nella macchina del tempo con Michael J. Fox. E’ un’esperienza temporale, più che sensoriale. Il Syrah è di destra e non ha mai digerito la svolta di Fiuggi. E’ un vitigno nazionalista e patriottico. Il Negroamaro è missino, per pura associazione semantica. Il Piedirosso è comunista italiano. Il Pignolo è dell’Italia dei Valori, cocciuto come Di Pietro. Il Muller Thurgau vota Forza Italia.Nato da un esperimento di laboratorio, per mere esigenze personali. Non è buono, non gode di buona critica. Nessuno dice di berlo. Ma tutti lo bevono. Il tocai Rosso è Rifondazione Comunista: Un vitigno sufficientemente elitario per piacere a Bertinotti. Il Trebbiano è qualunquista, la politica non la segue perché tutti rubano alla stessa maniera. La Barbera ha fatto il Sessantotto e nell’invecchiare si è fatta assumere da Italia 1. Il Pinot Nero è l’anarchico. Se fosse un uomo sarebbe un BaKunin scagliato contro la modernità. E per finire La democrazia italiana? Un novello, giovane ineffabile, senza pretese.
Il Moscato è di sinistra, la Malvasia di destra e lo Chardonnay rigorosamente di centro.
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lamaratonetaGio
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frasi e aforismi ---
domenica, 22 febbraio 2009
E' accaduto all'ingresso del villaggio di Ollantaytambo, vicino a Cuzco. Mi ero defilato da una comitiva di turisti ed ero rimasto solo, a guardare di lontano i ruderi di pietra, quando un bambino del posto, malaticcio e cencioso, mi ha avvicinato per chiedermi se gli regalavo una matita. Non gli potevo dare la mia, perchè mi serviva per non so più quali noiosi appunti, e così gli ho proposto di disegnargli sulla mano un maialino.
Si é sparsa subito la voce, e in breve tempo mi sono trovato in mezzo a una frotta di bambini che urlavano a squarciagola per farsi disegnare animalucci sulle manine screpolate dal freddo e dalla sporcizia, su quelle pellicine di cuoio bruciato: chi voleva un condor e chi un serpente, chi un pappagallino o una civetta, e c'era anche chi chiedeva un fantasma o un drago.
Quand'ecco, in mezzo a quel baccano, un derelitto non più alto di un metro mi mostra sul polso un orologio disegnato con l'inchiostro nero:
"Me l'ha mandato un mio zio che sta a Lima".
" E va bene?" gli ho chiesto.
" Va un pò indietro", ha ammesso lui.
Racconto tratto dal libro degli abbracci di Eduardo Galeano
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lamaratonetaGio
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storia ---
martedì, 10 febbraio 2009
Per alcune associazioni religiose, Darwin è stato colui che ha rimosso l’essere umano dal rango privilegiato, che dio gli avrebbe riservato nel cosmo.Lo studioso ha assestato il colpo di grazia al millenario antropocentrismo delle religioni. La “selezione naturale” ha scalzato dio e ha dato finalmente le risposte più convincenti e scientifiche alle domande che da sempre assillano l’uomo: chi siamo? da dove veniamo? La cosa che mi ha sempre affascinato di Darwin è che nei suoi scritti, a differenza dei PRETI che lo hanno sempre contestato, ed hanno fondato il loro parassitismo su dio, egli ne parlò pochissimo. Mi è rimasto impresso un gustoso aneddoto della sua autobiografia. In una domenica afosa e senza vento, Darwin stava seduto in giardino, con accanto il suo cane.In lontananza si vedeva una bandiera, che ogni tanto era smossa da una leggera brezza. Ogni volta che ciò accadeva l’animale abbaiava furiosamente, come se il movimento della bandiera segnalasse la presenza di un’invisibile qualcuno.Per lo scienziato, il suo cane si comportava come un selvaggio, che dietro ad ogni evento naturale crede che ci sia sempre una causa soprannaturale.Da questo comportamento, definito da Darwin: TEOLOGIA DA CANI, nasce l’origine e la credenza che ci siano entità spirituali in grado di governare tali fenomeni.
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lamaratonetaGio
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commemorazione ---
domenica, 25 gennaio 2009





è come un pò morire,
tu adesso lo sai
perchè tutto ritorna,
anche se non vuoi.
E scordare e scordare
è più difficile,
ora sai che
è più difficile,
se vuoi ricominciare.
Ricordare, ricordare
è come un tuffo
in fondo al mare.
Ricordare, ricordare
quel che c'è da cancellare
e scordare e scordare
è che perdi cose care
e scordare e scordare
finiranno gioie rare.
testo della canzome di Giuseppe Tornatore, misica di Ennio Morricone
Colonna sonora del film: Una pura formalità
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lamaratonetaGio
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14:26
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ricordi ---
lunedì, 19 gennaio 2009
In perenne conflitto con il mio tempo,non desidero più nulla di materiale. "Amo le nuvole... Le nuvole che passano...laggiù... Le meravigliose nuvole. (Baudelaire) Solo esse sono il simbolo della Libertà. Morbida,delicata,vagabonda ma sempre pronta a scatenarmi e divetar tempesta.
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lamaratonetaGio
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