giovedì, 19 novembre 2009

Gli ultimi sono sempre gli ultimi

Scaffale 2 da te.

Sabato ho fatto una capatina alla nuova Feltrinelli. Sapevo che non mi sarebbe piaciuta perché adoro le librerie piccole, gestite da un libraio appassionato del suo lavoro, con il quale mi piace disquisire su vari argomenti. Appena entrata mi sono sentita subito a disagio, nonostante ciò, ho provato a visionare i vari reparti. Il chiacchiericcio proveniente dal bar e la cacofonia del music-store mi hanno irritata. Giunta vicino allo scaffale dedicato alla storia contemporanea, il mio sguardo si è immediatamente focalizzato sulla letteratura dedicata all'Olocausto. I miei occhi non avrebbero mai voluto vedere i libri (Giuntina) della  Millu e di Levi relegati praticamente per terra, mentre quelli dedicati al nazismo, promossi in prima visione.
Sono rimasta basita e sconcertata. Ho chiesto gentilmente al commesso del piano, chi aveva deciso quella collocazione e lui in modo sgarbato mi ha risposto che i libri erano esposti secondo una logica e una sequenza storica. Purtroppo sono a conoscenza delle leggi del MERCHANDISING, raffinata tecnica di promozione, atta a pilotare il comportamento d'acquisto, nel momento in cui il consumatore entra in contatto con il prodotto. Una delle regole auree di questa "scienza" é: esporre la merce rendendola maggiormente visibile ed accessibile. Il livello dello scaffale per tanto gioca sempre un ruolo fondamentale sull'acquisto d'impulso: i prodotti collocati in basso quindi .... sono considerati meno interessanti, rispetto a quelli esposti a livello degli occhi e delle mani dei consumatori. Per ottenere il diritto al meglio é risaputo  che si devono pagare delle tangenti.
Altro che logica e sequenza storica! L'Olocausto é stato per l'ennesima volta calpestato.
Qualcuno potrebbe pensare che sono polemica, ma pochi metri più in là, altra sorpresa. Nello scaffale dedicato alle religioni, indovinate dove sono finiti i libri sull'ebraismo?

Scaffale 1 da te.
3bis da te.

Scritto da lamaratonetaGio | 21:40 | commenti (2)
--- considerazioni ---

 

mercoledì, 04 novembre 2009

Aspettando Gioppino


 
 

In primavera diventerò nonna e la futura nascita di Pietro mi rende particolarmente felice.
Mia figlia è diventata più bella che mai.
Il suo viso sereno e solare, m'intenerisce.
All'improvviso il futuro si colora e torna ad avere un senso.
Dentro di me, sento rinascere la vitalità necessaria ad accogliere il mio nipotino.
Sarà bellissimo quando potrò specchiarmi nei suoi occhi e sussurargli dolcemente...Ti aspettavo!

Scritto da lamaratonetaGio | 22:50 | commenti (7)
--- emozioni ---

 

mercoledì, 16 settembre 2009

Un pò di pace

Fine estate da te.

Finalmente la chiassosa ed invadente ESTATE
è finita!

Scritto da lamaratonetaGio | 10:43 | commenti (9)
--- considerazioni ---

 

domenica, 21 giugno 2009

La falce e il martello

Icona da te.

Foto scattata  a Sant' Ilario 

Le nostre idee dovevano cambiare il mondo.
Il tempo invece ha cancellato anche la speranza,
come l'icona tracciata e sbiadita su questo antico muro.

Scritto da lamaratonetaGio | 20:40 | commenti (8)
--- considerazioni ---

 

giovedì, 21 maggio 2009

Preziosa Zietta

Trovo del tutto ragionevole la credenza celtica secondo la quale le anime di coloro che abbiamo perduti sono imprigionate in qualche essere inferiore, un animale. un vegetale,un oggetto inanimato, perdute davvero per noi fino al giorno,che per molti non arriva mai, nel quale ci troviamo a passare accanto all'albero o a entrare in possesso dell'oggetto che ne costituisce la prigione. Allora esse sussultano, ci chiamano, e non appena le abbiamo riconosciute, l'incantesimo si spezza. Liberate da noi, hanno vinto la morte, e tornano a vivere con noi.
                                                                                                                                                  Proust
         

Spero di ritrovarti mia preziosa zietta
!

fiore da te.                                                                                                    

Scritto da lamaratonetaGio | 09:50 | commenti (5)
--- considerazioni ---

 

lunedì, 04 maggio 2009

DIVERSITA'

http://farm4.static.flickr.com/3584/3500629268_a26e463c94.jpg?v=0

Ieri, ho percorso con mio marito e i consuoceri, gli antichi sentieri che conducono in pellegrinaggio alla Madonna della Guardia, il più amato Santuario della devozione genovese. Questo percorso è stato abbandonato, poiché le persone preferiscono intraprendere il viaggio in auto o in corriera.

Durante l’intero cammino (15 km andata e ritorno) tra me e mio marito, non sono mancati i consueti duelli verbali, sulle questioni dottrinali del credere, che ci accompagnano da oltre quaranta anni.

Io sono atea razionalista ed ho scalato la montagna solo per assecondare la mia passione per la marcia e per immergermi in madre natura.

La mia metà, che invece crede e si definisce un cristiano in cammino, ricercava fini più edificanti.

Per anni lui ha provato a convertirmi mentre io ho lavorato per destare le sua ragione.

 Nonostante questa strana situazione, egli mi apprezza poiché in me ha trovato una prova tangibile che un atea può comportasi bene al pari di una credente. Riconosce e ammira la mia etica, atta al massimo rispetto per il prossimo senza preconcetti, dettati solo da vecchi testi sacri.

 In lui invece mi piace il suo continuo interrogarsi che gli permette di non fermarsi alla semplice religiosità del credente abitudinario.

Siamo diversi ma ci completiamo a vicenda e forse questo è il segreto della riuscita del nostro matrimonio.

Il bene, per noi, è una sfida quotidiana.

Scritto da lamaratonetaGio | 13:48 | commenti (5)
--- ---

 

giovedì, 23 aprile 2009

Ricordo di LESTA

il mio amico Lesta da te.

Non è bello far vedere su di un manifesto pistole e bombe a mano. Allora si fanno sparire da una foto storica.

Attraverso semplici colpi di mouse, la Regione Liguria le ha cancellate dal tavolo, su cui alcuni partigiani stanno pianificando un’azione di guerriglia.

La resistenza non fu fatta a tavolino e nemmeno tirandosi i fiori.

In tema di revisionismo e del “volemose bene” sono riusciti a ridicolizzare la RESISTENZA GENOVESE.

Il partigiano a Sinistra della foto, si chiamava Emilio Roncagliolo, nome di battaglia “Lesta”, mio carissimo amico.

Uomo di primissimo piano nella lotta partigiana, fu il braccio destro del mitico Comandante Aldo Gastaldi, nome di battaglia “Bisagno”, purtroppo morto in circostanze misteriose, il 21/05/1945.

Ho salutato Lesta l’ultima volta il 10 Febbraio di quest’anno, in Piazza Baracca a Sestri Ponente, nella quale si è svolta una commovente cerimonia civile. Sono sicura che lui non avrebbe gradito questa manipolazione storica, atta a ribaltare la verità.

 

Continuerò a gridare ogni qualvolta si vogliono fare ingiustizie e griderò contro chiunque, anche se il mio grido dovesse causarmi disgrazie o altro

                                                         Bisagno

porto 2 014 da te.

porto 2 006 da te.                          

Scritto da lamaratonetaGio | 12:38 | commenti (14)
--- commemorazione ---

 

sabato, 04 aprile 2009

Una serata particolare

http://angelqueen.org/articles/vivaldi/vivaldi.jpg

Ieri sera, in un’oasi di pace, nel cuore di Genova, ho assistito ad un evento musicale d’alto livello.

Nella Chiesa del Monastero di santa Chiara (1299), vicino a san Martino d’Albaro, si è esibita l’orchestra giovanile del Conservatorio “ Nicolò Paganini”, diretta da Nevio Zanardi.

I violini, le viole, i violoncelli, il cembalo, i contrabbassi, uniti alla voce del contralto Chiara Bisso, mi hanno trasportata in un altro tempo.  Sono stati suonati Brani di Haydin, Bach, e Vivaldi.

L’ottima acustica, l’abilità dei giovani interpreti, diretti magistralmente dal maestro Zanardi, mi hanno commossa. Durante l’esecuzione dello Stabat Mater (Fac ut ardeat) d’Antonio Vivaldi, l’orchestra ha creato una rara ed emotiva profondità musicale.

Ringrazio le persone che mi hanno invitata a questo concerto, regalandomi momenti di vera arte.

Scritto da lamaratonetaGio | 15:15 | commenti (5)
--- emozioni ---

 

venerdì, 06 marzo 2009

Due risate

http://imagecache2.allposters.com/images/pic/DEV/SLP309%7EBottiglia-di-vino-uva-e-noci-Posters.jpg

<< La mortadella è comunista, il salame socialista, il prosciutto crudo democristiano, la coppa liberale, la finocchiona è radicale: il prosciutto cotto è fascista.>>

Lo sosteneva Francesco Nuti nel film Caruso Pascoski di padre polacco. E’ una sequenza cinematografica che ho sempre trovato geniale.

Ieri leggendo il libro d’Andrea Scanzi, (esperto enologo e sommelier), intitolato: elogio dell’invecchiamento, con sottotitolo alla scoperta dei dieci migliori vini italiani, ho trovato un parlamento nel quale ogni vitigno ha la sua ideologia.

Cito i principali

Il sangiovese è democristiano. Ha sempre la maggioranza, in tutta Italia. Piace a tutti, lo trovi ovunque.

Il Merlot, facile, è anticonformista. Cade sempre in piedi, non litiga con nessuno, insuperabile nel salire sul carro del vincitore. Dagli scandali esce sempre immacolato.

Il Lambrusco è proletario, fa l’operaio da una vita, crede ancora negli scioperi e spera che D’Alema, prima o poi dirà qualcosa di sinistra.

Il Cabernet Franc è verde, ecologista. Nessuno come lui ostenta fin dai profumi l’appartenenza alla terra. Credo che questo vino sia il preferito da Beppe Grillo.

Il prosecco è leghista, danaroso, poco incline alla multirazzialità. I suoi rappresentanti non sono Bossi e Calderoni, ci vuole il fisico di Alberto da Giussano

per il ruolo di vino da aperitivo, colui a cui è demandato il non facile inizio di un pasto

Il Carignano è secessionista. Crede, come ebbe il tempo di credere Fabrizio De André a furia di frequentarlo che i sardi siano gli indiani d’Italia.

Il Primitivo è mastelliano e non si capisce cosa voglia fare da grande.

Il Nebbiolo è sabaudo, monarchico. Non segue la moda, è diffidente del nuovo e non ama l’invecchiamento.

L’Aglianico è borbonico: Quando lo si beve, si deve accettare di salire nella macchina del tempo con Michael J. Fox. E’ un’esperienza temporale, più che sensoriale.

Il Syrah è di destra e non ha mai digerito la svolta di Fiuggi. E’ un vitigno nazionalista e patriottico.

Il Negroamaro è missino, per pura associazione semantica.

Il Piedirosso è comunista italiano.

Il Pignolo è dell’Italia dei Valori, cocciuto come Di Pietro.

Il Muller Thurgau vota Forza Italia.Nato da un esperimento di laboratorio, per mere esigenze personali. Non è buono, non gode di buona critica. Nessuno dice di berlo. Ma tutti lo bevono.

Il tocai Rosso è Rifondazione Comunista: Un vitigno sufficientemente elitario per piacere a Bertinotti.

Il Trebbiano è qualunquista, la politica non la segue perché tutti rubano alla stessa maniera.
Il Moscato è di sinistra, la Malvasia di destra e lo Chardonnay rigorosamente di centro.

La Barbera ha fatto il Sessantotto e nell’invecchiare si è fatta assumere da Italia 1.

Il Pinot Nero è l’anarchico.  Se fosse un uomo sarebbe un BaKunin scagliato contro la modernità.

E per finire La democrazia italiana?

Un novello, giovane ineffabile, senza pretese.

Scritto da lamaratonetaGio | 19:50 | commenti (10)
--- frasi e aforismi ---

 

domenica, 22 febbraio 2009

Celebrazione della fantasia

Immagine di Il libro degli abbracci

E' accaduto all'ingresso del villaggio di Ollantaytambo, vicino a Cuzco. Mi ero defilato da una comitiva di turisti ed ero rimasto solo, a guardare di lontano i ruderi di pietra, quando un bambino del posto, malaticcio e cencioso, mi ha avvicinato per chiedermi se gli regalavo una matita. Non gli potevo dare la mia, perchè mi serviva per non so più quali noiosi appunti, e così gli ho proposto di disegnargli sulla mano un maialino.
Si é sparsa subito la voce, e in breve tempo mi sono trovato in mezzo a una frotta di bambini che urlavano a squarciagola per farsi disegnare animalucci sulle manine screpolate dal freddo e dalla sporcizia, su quelle pellicine di cuoio bruciato: chi voleva un condor e chi un serpente, chi un pappagallino o una civetta, e c'era anche chi chiedeva un fantasma o un drago.
Quand'ecco, in mezzo a quel baccano, un derelitto non più alto di un metro mi mostra sul polso un orologio disegnato con l'inchiostro nero:
"Me l'ha  mandato un mio zio che sta a Lima".
" E va bene?" gli ho chiesto.
" Va un pò indietro", ha ammesso lui.

Racconto tratto dal libro degli abbracci di Eduardo Galeano

Scritto da lamaratonetaGio | 20:21 | commenti (7)
--- storia ---

 

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Per me i veri angeli sono le persone che in certi momenti compaiono all'improvviso a dar luce alla vita. A volte mi capita d'incontrarne: esseri sconosciuti con cui il destino ti porta a condividere intensamente un breve lasso di tempo. Esseri in grado di darti consigli preziosi sulle scelte cruciali da prendere da l? poco BANANA YOSHIMOTO ARCOBALENO

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