mercoledì, 28 febbraio 2007
Amo Genova e la sua luce prima dell’imbrunire, quando ricopre di rosa per un lungo attimo le facciate dei suoi antichi palazzi e d’argento le centinaia di tetti d’ardesia, facendoli luccicare come scaglie di mare. Di questa luce è stato estimatore Nietzesche, che abitò a lungo in Salita delle Battistine, la mulattiera vicino a Villetta Di Negro. Poi il mio poeta, Dino Campana che ha dimorato in Vico Vegetti, un vicolo vicino a Piazza Sarzana. Questa luce è caratteristica delle città mediterranee che si affacciano sul mare, ma quella di Genova è particolare. Nice la considerava lo scenario ideale, giusto ed euforico della sua filosofia, liberatrice dell’uomo dai vincoli delle religioni e dalle pesanti eredità della storia. Se capitate a Genova cercate questa luce! E’ sublime. ….. La gran luce mediterranea S’è fusa in pietra di cenere: Per vichi antichi e profondi Fragore di vita, gioia intensa e fugace: Velario d’oro di felicità E’ il cielo ove il sole ricchissimo Lasciò le sue spoglie preziose E la città comprende E s’accende E la fiamma titilla e assorbe I resti magnificenti del sole, E intesse un sudario d’oblio Divino per gli uomini stanchi. Perdute nel crepuscolo tonante Ombre di viaggiatori Vanno per la Superba ….. ( Da Genova, Canti Orfici 1914) DINO CAMPANA
Terribili e grotteschi come i ciechi.
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lamaratonetaGio
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poesia ---
sabato, 24 febbraio 2007

Anni or sono, in una bancarella del mercatino d’antiquariato della mia città, ho acquistato la “Domenica del Corriere” del 3/9/1952, anno della mia nascita.
La motivazione di quest’interesse era dovuto ad un articolo che avevo letto qualche anno prima. In esso era sottolineato che fra i tanti metodi di divinazione del futuro ve n’era uno curioso. Cercare la copia della Domenica del Corriere relativa la settimana e l’anno della propria nascita ed osservare attentamente l’illustrazione della copertina. In essa, pare che vi siano chiari suggerimenti e previsioni sulla realizzazione del proprio destino. Attualmente la mia copia è incorniciata ed appesa in modo da poter essere sempre visibile. Come potete vedere io sono una superstite di un naufragio. Le interpretazione potrebbero essere diverse ma la mia chiave di lettura è questa: Sono la superstite della mia generazione che da rivoluzionaria si è imborghesita. Nonostante ciò sono diventata una “splendida cinquantenne” proprio perché da giovane gridavo cose giuste (Nanni Moretti)
Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo.....
Sono rimasta sola (Gino Paoli)
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lamaratonetaGio
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suggerimenti ---
martedì, 20 febbraio 2007
(foto scattata da Giò) Dice il saggio (2) Gli operai, durante le pause parlano di calcio.
I quadri, parlano di tennis.
I dirigenti parlano di golf.
MORALE:
Più sei in alto, più le palle sono piccole!

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lamaratonetaGio
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rivelazioni ---
sabato, 17 febbraio 2007
GRANAROLO Prova andarci in Primavera (Giò)
sferragliando in cremagliera...
svetta in alto Granarolo
là c'è il porto... là c'è il molo.
Cielo azzurro con il sole,
verde erba con le viole,
le ginestre sono aulenti,
suon d'elitre vien coi venti.
Laggiù le navi e le campane
nell'aree suonan lontane;
quassù tutto par che tace,
qui qualcuno vuole pace!
Sola e in alto sono lieta
meditar mi piace quieta
e mi fingo già nel nulla,
già nel tempo che mi culla.
Non più desio, nessuna voglia
varcherei di qui la soglia.
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lamaratonetaGio
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poesia ---
giovedì, 15 febbraio 2007
"Immagine prelevata sul sito web: www.mundimitar.it" SOLUZIONE AL QUESITO “LA PERFIDA SUOCERA” La ragazza estrasse un sassolino, che naturalmente era nero. Questa storiella Edwar De Bono (medico e psicologo) la includeva sempre nelle lezioni che teneva a Oxford e Cambrige per spiegare ai studenti i meccanismi del pensiero laterale. Egli è considerato la massima autorità nel campo del pensiero creativo che non solo insegna a pensare ma aiuta ad attivarne le tecniche per svilupparlo. 
Fingendo di farselo sfuggire dalle mani lo fece cadere nel viale in mezzo a tutti gli altri. La suocera esclamò:
" E ora? Non possiamo sapere quale sassolino hai estratto!"
La ragazza con molta calma ed un sorriso sulle labbra rispose:
" Che problema c'é? Basta guardare nel sacchetto: se ci sono nove sassolini neri significa che ho estratto quello bianco.
Pertanto Proclamo vincitrice del quiz la perspicace e dotata (del pensiero laterale)
MAMMACHIOCCIA.
Sei stata veramente brava!
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lamaratonetaGio
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lunedì, 12 febbraio 2007
Che cosa avreste fatto al posto della ragazza? Voglio ricordarvi che esiste una soluzione logica.
La perfida suocera
Due ragazzi si amano perdutamente e vogliono sposarsi.
La perfida suocera è disposta a tutto pur di mandare a monte il matrimonio.
La mamma del futuro sposo sottopose la fanciulla alle prove più difficili ma ella le superò tutte.
Alcuni giorni prima del matrimonio tutti i componenti della famiglia passeggiavano lungo un viale, ricoperto di sassolini bianchi e neri.
La suocera prese un sacchetto dalla sua borsa e disse alla futura nuora:
- Hai superato molte prove, ma ne manca ancora una: quella della fortuna. Non voglio che mio figlio sposi una ragazza sfortunata. Il tuo coefficiente di fortuna deve essere almeno del 90%. Ed ecco come lo verificherò: metterò in questo sacchetto nove sassolini neri e un sassolino bianco. Poi tu infilerai una mano nel sacchetto e ne estrarrai uno. Se sarà bianco sposerai mio figlio, altrimenti dovrai sparire dalla sua vita. Accetti quest'ultima prova?-
”Sì rispose la ragazza” con voce tremante.
La Perfida suocera si chinò e raccolse dal viale 10 sassolini neri e li mise nel sacchetto.
Solo la Fanciulla si accorse dell’inganno
La suocera esclamò, con un ghigno soddisfatto:
- Ora estrai un sassolino e vedremo quale sarà la tua sorte!
La nuora…..
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lamaratonetaGio
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racconto ---
mercoledì, 07 febbraio 2007
Sono passati alcuni mesi dal giorno che mia figlia mi ha regalato questa finestra da cui mi affaccio sempre con gioia ed interesse. Con molti di voi ho instaurato una bella amicizia, per cui desidero raccontarvi qualcosa di personale per conoscermi meglio. Oggi vi prendo per mano e vi conduco nel mio mondo lavorativo. Sicuramente la parola audioprotesista vi suonerà strana, ma è questo il lavoro che svolgo da molti anni. Le persone che si rivolgono a me, hanno problemi di ascolto. La sordità è un ostacolo difficile da superare in qualsiasi modalità ed entità essa si manifesti. In particolare può impedire lo sviluppo dei rapporti interpersonali, in quanto rende difficile la comprensione del linguaggio e in molti casi costituisce una barriera che isola le persone. Se l'ipoacusia insorge in età pre-verbale, il bambino non ancora padrone della lingua e non in possesso dei requisiti per apprenderla, corre il rischio di diventare anche muto. Nel momento in cui, le persone (di tutte l'età) giungono alla conclusione di aver delle deficienze dell'apparato uditivo e si rivolge nel centro dove lavoro,la prima cosa che faccio è quella di rassicurarle. Ascolto le loro problematiche, raccolgo i dati anamnestici e controllo con l'otoscopio elettronico lo stato del condotto uditivo. Per concludere li sottopongo ad un esame audiometrico, attraverso il quale ho la possibilità di capire il grado della sordità e decidere il tipo di apparecchio acustico più adatto al caso. Bisogna usare tatto e discrezione per raggiungere risultati ottimali. Naturalmente prima che le persone possono indossare i loro apparecchi con disinvoltura, ci vuole un periodo di adattamento abbastanza lungo. Il momento più gratificante (per me) è quando si presentano ai controlli, perchè mi rendo conto che gli apparecchi acustici hanno praticato una magia! I loro visi non sono più tesi, lo sguardo è vivo e gli occhi non sono sgranati, sono calmi, ma soprattutto il sorriso è riapparso sulle loro labbra. Mi raccontano le gioie ritrovate: risentire le voci amate, riscoprire i soavi suoni della natura, assaporare la bellissima sensazione del soffio del loro respiro e finalmente la possibilità di capire gli altri e poter rispondere a tono. Per tutti questi motivi la sera quando ritorno a casa, sono soddisfatta perchè nel mio piccolo contribuisco a rendere felici tante persone. Probabilmente dovranno passare ancora molti anni prima che la gente cominci a considerare l'apparecchio acustico altrettanto "normale" di un paio di occhiali o di lenti a contatto, ma prima o poi spero che ci si arriverà.
Spesso penso che se il mio amato Beethoven avesse potuto usufruire di questi ausili sicuramente non si sarebbe fermato alla nona sinfonia!
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lamaratonetaGio
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rivelazioni ---
sabato, 03 febbraio 2007
Un esperto in time manegement (amministrazione del tempo),tenendo un seminario ad un gruppo di studenti, per colpire nel segno, usò un quiz che rimase per sempre impresso nelle loro menti. Poggiò sulla cattedra un barattolo di vetro, tirò fuori da un sacchetto una decina di pietre, e con attenzione le infilò dentro il contenitore.Quando il barattolo fu riempito completamente, chiese alla classe:"Il barattolo è pieno?". Tutti risposero di sì. "Davvero?". Quando rifletterai su questa storiella, chiediti 
Si chinò sotto la cattedra e tirò fuori un secchiello di ghiaia.Versò la ghiaia agitando leggermente il barattolo, di modo che i sassolini scivolassero negli spazi tra le pietre. Chiese dinuovo."Adesso il barattolo è pieno?".
A questo punto, la classe aveva capito.
"Probabilmente no" rispose uno studente.
"Bene" replicò l'insegnante.
Si chinò e prese un secchiello di sabbia, la versò nel barattolo, riempiendo tutto lo spazio rimasto libero. "Il barattolo è pieno?".
"NO!" rispose in coro la classe. "Bene!" riprese l'insegnante. Tirata fuori una brocca d'acqua, la versò nel contenitore fino all'orlo. "Qual'è la morale della storia?". Una mano si levò all'istante "La morale è, non importa quanto fitta d'impegni sia la tua agenda, se lavori sodo, ci sarà sempre un buco per aggiungere qualcos' altro!".
"No, il punto non è questo".
Questa dimostrazione insegna:
"Se non metti dentro prima le pietre, non ce le metterai mai."
Quali sono le "pietre" della tua vita? I tuoi figli, i tuoi cari, il tuo grado d'istruzione, i tuoi sogni, una giusta causa. Insegnare o investire nelle vite di altri, avere tempo per te stesso, la tua salute, la persona della tua vita. Ricorda di mettere queste "pietre" prima. Se ti esaurisci con le piccole cose (la ghiaia, la sabbia), allora riempirai la tua vita di cose minori di cui ti preuccuperai non dando mai veramente "qualità time" alle cose importanti (le pietre).
"Quali sono le pietre della mia vita?"
Metti nel barattolo prima quelle.
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lamaratonetaGio
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Nome: Angela... dal greco anghelos messaggero
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Colleziono francobolli e raccolgo in quaderni immagini che mi colpiscono come le foto di Oliviero Toscani
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tra i piccoli sogni che ho nel cassetto vi è quello di riuscire ad ultimare la lettura della "Recherche" di Proust
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