lunedì, 14 luglio 2008
Gli atleti di colore stanno dominando l’intero panorama mondiale delle corse, sia nella velocità sia nel mezzofondo, (la mia specialità). L’apparizione nelle corsie di qualche bianco è diventata una rarità, rispetto agli anni sessanta, tempi in cui “gli esperti” asserivano che la superiorità dei neri aveva radici nel loro tragico passato. Deportati dall’Africa e ridotti in schiavitù, erano selezionati e fatti accoppiare per migliorare la razza e renderla più resistente alla fatica. L’atletica si popolò d’esili etiopi e keniani, mentre in questi ultimi anni sullo scenario sono apparsi i caraibici. Per me la teoria degli esperti non è mai stata valida. La vera ragione di questa superiorità è un’altra. Solo i poveri del mondo sono bravi e praticano la corsa. E’ l’unico sport che non costa nulla. Un bambino può incominciare a correre senza la necessità di un mezzo. Non servono attrezzi costosi: biciclette, sciabole, sci, arco, cavalli, mazze….bastano un paio di scarpette e a volte neanche quelle, com’era solito correre il mitico ABEBE BIKILA. 
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mercoledì, 18 giugno 2008
Sono in vorticoso aumento gli “uomini grigi”, che quotidianamente rubano il tempo ai loro simili. Incapaci di amare, s’impadroniscono delle nostre vite e con grande abilità riescono ad accumulare miliardi di minuti, da investire secondo i propri interessi. Questi ladri ci raggirano e tentano con ogni mezzo di convincerci che mangiare, dormire, chiacchierare con gli amici, giocare a scacchi o ascoltare musica, sia tempo sprecato. Il tempo non si può capitalizzare, nessun uomo sa quanto ne ha a disposizione ed è per questo che bisogna imparare a vivere intensamente ogni attimo, considerandolo irripetibile. Invecchiare mi ha donato le rughe, i capelli sale e pepe, il passo più incerto, l’amore vero e la consapevolezza di essere stata "scippata" di tanto tempo, che purtroppo non potrò… ritrovare. 
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lunedì, 24 dicembre 2007
Domenica sera ho atteso con ansia di visionare il film Tv intitolato: tutti i rumori del mondo, nel quale finalmente si sarebbe trattato l’argomento sordità ed in particolare quell’infantile. Il film è stato tratto dalla storia vera di una coppia, che a pochi mesi dalla nascita del loro figlioletto scopre che è incapace di percepire i suoni del mondo esterno. I genitori sono colti da un’immensa disperazione quando gli specialisti diagnosticano che il loro figlio è affetto da una sordità quasi totale. La madre, nel film, (ricca imprenditrice) invece di rivolgersi ad un centro audiprotesico, che sarebbe stato in grado di applicare al bimbo, protesi acustiche tecnologicamente avanzate e collaudate dal Ministero della Sanità, si affida ad un burbero ingegnere che vive in una baita sperduta in un paese di montagna. Il “tecnico”, (aggiunto solo per colorire la trama), costruisce per il piccolo una protesi (prototipo) per ovviare alla sua sordità. Ho letto che la pellicola ha stravolto completamente la storia vera. Mi chiedo che messaggi trasmette la RAI su di un argomento così serio, considerando che il film fa parte di una trilogia che ha lo scopo di sensibilizzare e aiutare le persone ad affrontare queste problematiche? La regista ha trattato l’argomento (apparecchi acustici) con superficialità ed io che lavoro dal 1971 con gli audiolesi e conosco le loro vere problematiche, posso affermare che questo film ha lanciato dei messaggi falsi e pericolosi. Con lo stesso sorriso che dedico quotidianamente ai miei “ragazzi” e ai miei "vecchietti",
VI AUGURO TANTA SERENITA’
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lunedì, 17 dicembre 2007
In questi ultimi anni, la pubblicità “usa” le donne per stimolare in modo ingannevole la vendita di svariati prodotti.Ogni giorno, la dignità femminile è violata e ridicolizzata. Le donne che appaiano negli spot pubblicitari sono sempre meno vestite ed attraverso i loro sguardi ammiccanti e le gestualità erotiche, “servono” esclusivamente a stimolare il desiderio sessuale maschile, anche se il prodotto pubblicizzato è una semplice birra, un nuovo modello di macchina o un profumo. Le donne così private della loro personalità, sono fatte a pezzi, con inquadrature e primi piani di seni, cosce, labbra e glutei ma senza la cosa più importante: la testa. La mia preoccupazione è che la pubblicità è visionata da tutti, ma soprattutto dai bambini, che naturalmente desiderano quello che vedono. I piccoli, spesso abbandonati davanti allo schermo, sono influenzati da queste rappresentazioni simboliche, fasulle che per loro diventeranno attese sociali. Nasce così il rischio che da adulti cercheranno nelle donne quei comportamenti innaturali, che potrebbero diventare veicolo di turbamenti psicologici e di sopraffazione. “I consigli per gli acquisti” che mi offendono maggiormente sono quelli creati da stilisti deviati e amorali.
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sabato, 29 settembre 2007
Il potere vorrebbe obbligarmi a dare più importanza alle parole che alla vita reale. Tanto è vero che si è inventato termini eufemistici del tutto irreali, che in altri tempi avrebbero fatto inorridire chiunque per definire fatti, persone e situazioni. I ciechi sono sempre stati coloro che non ci vedono. Poi si è deciso di chiamarli non vedenti o ipovedenti. Ma i ciechi hanno continuato a non vederci esattamente come prima. Gli handicappati sono diventati portatori di handicap; quasi che l’handicap sia portatile, come una valigia e come una valigia si possa lasciare dove e quando si vuole. I sordi si sono trasformati in deboli d’udito o audiolesi mentre gli spazzini sono stati promossi in operatori ecologici e gli infermieri in paramedici. Presto i sagrestani diventeranno “parapreti”? In politica si usano frasi a dir poco ridicole tipo: il nuovo che avanza, sempre tesi con un occhio di riguardo verso il sociale, amici…..avevamo le mani legate, l’approccio programmatico, una congrua flessibilità delle strutture o la nuova concertazione. La guerra e diventata “umanitaria, operazione di pace o preventiva” e messa in pratica con l’invio di migliaia di soldati in paesi stranieri, armati fino ai denti per esportare la democrazia. Come non irritarsi ascoltando le frasi coniate dalla fantasia dei mezzi d’informazione tipo; le salme sono felicemente atterrare, oggi non si vola oppure termini inglesi per descrivere oggetti o situazioni: kitsch, trasc, trendy e keap. L’eufemismo nuoce alla nostra bella lingua e alla vita pratica perché le toglie vigore e precisione A forza di non chiamare le cose con il loro nome, finiremo per non riconoscerle più. Ritorno al titolo e cito nuovamente Moretti. Chi parla male pensa male e vive male, bisogna usare le parole giuste, le parole sono importanti.
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martedì, 18 settembre 2007
Le poste italiane, ogni anno emettono in media circa 80 nuovi francobolli. Tra essi, ve ne sono alcuni molto belli a livello grafico ed altri interessanti per il contenuto. Questo pomeriggio ero intenta a sistemare i nuovi acquisti nell’apposito album e la mia attenzione si è focalizzata su di un francobollo, emesso il 14 aprile 2007, dedicato al 50° anniversario della morte di Tomasi di Lampedusa. Nel 1958 di questo scrittore, ironico interprete dei mutamenti storico-sociali e delle prassi trasformistiche della politica di quei tempi, uscì postumo il libro: il gattopardo. Il personaggio principale del romanzo, don Fabrizio, principe di Salina, pronuncia una frase”lungimirante”: Cambiare tutto per non cambiare nulla. Queste parole, sono di grande attualità ed esprimono anche il mio disincanto nei confronti di chi promette e poi disattende. 
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sabato, 01 settembre 2007
Gli anni passano inesorabili, lasciando segni indelebili. La salute inizia a farsi desiderare, la vita è sempre più onerosa e la pensione è un miraggio. Mi sento abbandonata da tutto e da tutti; istituzioni, religione, partito, amici e da alcuni familiari. Abiuro i miei ideali e le aspettative per un futuro migliore.Tutto è vano ed aveva ragione Voltaire, quando asseriva che noi lasceremo questo mondo, stupido e cattivo così come l’abbiamo trovato. Se non bastasse ciò, in questi giorni ho perso un altro punto di riferimento. Mi stavo recando da Sandro, come sono solita fare quando desidero lenire i miei dolori e le amarezze (sono una Morettiana convinta) ed ho trovato la serranda del mio amato pasticciere, definitivamente chiusa, dopo 70 anni d’onorata attività. Dico addio ai cannoli bruciati (sua specialità), riempiti con una crema pasticcera divina, saluto i mitici tartufi, le variopinte torte alla frutta e i raffinati petits choux, ma soprattutto la SACHER,che è stata per me come carezze di una mamma affettuosa alla sua bambina. Ho frequentato la bottega del poeta pasticciere, (un Ragueneau/Cirano) sin dai primi anni della mia vita perchè i suoi dolci avevano il potere di rallegrarmi.Credo che le più famose tragedie, furono scritte dai Greci e da ShaKespeare perché nessuno di questi uomini poteva assaporare il cioccolato, (apparso sulle nostre tavole solo nel 1500) e in particolare il ripieno dei tartufi di Sandro. Noto che quest’angolo di Genova, ora è più tetro, e il ricordo del profumo che si sprigionava da questa pasticceria, è diventato come il sapore della Madeline di Proust. Sono convinta che la mia esistenza senza il mio amico , sarà più amara. Piano, piano tutto finisce e anche quei momenti andranno perduti per sempre nel tempo, come lacrime nella pioggia. (Blade Runner).
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martedì, 28 agosto 2007
In questi giorni di fine estate, attraverso i mezzi di comunicazione, non faccio altro che ascoltare i resoconti riguardanti i milioni d’italiani che si sono spostati per raggiungere (con auto, aerei e treni) le più svariate ed amene località, in cui hanno trascorso le vacanze.. E gli altri milioni che devono restare nelle afose, deserte e puzzolenti città, con pochi mezzi pubblici e con il rischio di essere rapinati ad ogni ora del giorno….. non contano? Quest’esercito in eterna battaglia per la sopravvivenza che non può partire il più delle volte per motivi economici, di salute, di lavoro o per assistere gli anziani genitori o parenti invalidi…..sono invisibili? Siamo abbandonati dalle istituzioni che parlano, parlano ma di fatti….. pochi. In più dobbiamo essere torturati tutti i giorni su come gli altri trascorrono il loro tempo libero, spendendo anche cifre da capogiro. A chi ha fame non si racconta quanto è buono un cornetto, si cerca di non fargli mancare il pane. A chi è costretto a trascorrere le proprie “ferie” tra due mura e deve affrontare oneri gravosi, non si può raccontare nei minimi particolari i tramonti di qualche isola caraibica, raggiunta magari con maxi yach, o i particolari delle feste a cui partecipano anche quei politici che ti avevano promesso d’interessarsi alla tua classe sociale. Questi”personaggi” non si vergognano, anzi si giustificano dicendo: che noi non abbienti dobbiamo entrare nell’ordine delle idee che alcune cene e ricevimenti, compresi i pigiami party, sono anche luoghi di confronto e di conoscenza tra persone d’estrazione diverse. Sono molti anni che mio marito ed io (anche noi non siamo più di primo pelo), trascorriamo a casa le nostre “vacanze”, perché non ci possiamo permettere di pagare lo stipendio ad una badante o la retta di una casa di cura per accudire i nostri anziani che non possono essere abbandonati a se stessi, in una città senza strutture adeguate. Il primo di settembre tornerò al lavoro più stanca ed amareggiata di prima, ma sicuramente con le idee più chiare. Nessun partito politico dell’arco parlamentare, avrà mai più il mio consenso.
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giovedì, 21 giugno 2007
E’ giunta l’ora che l’umanità prenda al più presto delle decisioni concrete riguardo alle problematiche ecologiche.E’ necessario rieducare e rieducarsi ad una cultura del verde, insegnando ai giovani nuovi processi d’identificazione con la natura.Bisogna abbandonare le vecchie visioni imposte da religioni oscurantiste, cieche ed antropocentriche che vedono l’uomo re del creato. Le vecchie generazioni devono confessare ai giovani i loro errori e insieme rendersi conto che siamo solo semplici cellule allacciate a mille altre.Abbiamo commesso enormi danni forse raggiungendo il punto di non ritorno e siamo gli unici responsabili di questo disastro cosmico. Vogliamo appagare il nostro senso del divino? Promuoviamo le nuove sensibilità olistiche e ecofemministe, forse meno spirituali ma più reali riconoscendo la terra come la vera e viva (DEA MADRE). Questi concetti erano già chiari e limpidi ai nostri antenati, specialmente ai mitici Nativi Americani. NUVOLA ROSSA agli europei che volevano acquistare la terra dei Sioux rispondeva: La terra non si può né vendere, né acquistare, poiché essa è il GRANDE SPIRITO. Non c’interessa la ricchezza, essa è inutile e non si può portare con sé da morti. Della ricchezza che voi inseguite, non sappiamo che farcene; vogliamo solamente allevare i nostri figli nell’amore e nella pace.
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domenica, 13 maggio 2007
La preparazione del pane ha subito nei secoli diverse trasformazioni per ottenere l’aspetto e la squisitezza attuale. Ben o mal cotto, fragrante, croccante, bianco e soffice, il pane è vita. Grazie al lavoro notturno di migliaia di panettieri, già dalle prime ore del mattino possiamo acquistarlo fresco e profumato e consumarlo come alimento base della nostra dieta. Pane e olio è il sapore della mia infanzia, divorato mentre giocavo all’aria aperta con i miei amici (fraterni) di quartiere. Il pane è così buono che è diventato l’archetipo della bontà: “Buono come il pane”. La storia ne ha fatto la bandiera per le sommosse e le rivolte popolari mentre la religione lo considera sacro asserendo: “Guadagnarsi il pane con il sudore della fronte”. Ogni regione ha il suo formato: rosette, libretti, toscano, carta musica, papere, michette, rallegrano le tavole degli italiani i quali sono soliti fare “scarpetta” per gustare fino all’ultimo i sughi dei cibi saporiti. In questi ultimi anni il prezzo di quest’alimento (prioritario) è aumentato in modo vertiginoso. Non esiste un calmiere che ne limiti gli aumenti indiscriminati. A Genova il prezzo del pane anche dello stesso tipo, varia addirittura da negozio a negozio. Ho fatto una statistica ed ho appurato che il costo si aggira da € 2,50 a €3,90 il chilo. Mi piacerebbe sapere nella vostra regione quanto costa un chilo di pane!
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Nome: Angela... dal greco anghelos messaggero
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Lettura, cinema, uncinetto, enigmistica e atletica.
Colleziono francobolli e raccolgo in quaderni immagini che mi colpiscono come le foto di Oliviero Toscani
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tra i piccoli sogni che ho nel cassetto vi è quello di riuscire ad ultimare la lettura della "Recherche" di Proust
questa sono io da piccola con il mio Angelo Custode
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