martedì, 27 novembre 2007
Foto scattata da Missmeletta L’uso indiscriminato dei diserbanti e degli antiparassitari, ha avuto sulla natura effetti disastrosi, perché oltre ad eliminare le piante infestanti e gli insetti nocivi, uccide indistintamente anche gli organismi utili. Nel 1960 la biologa e zoologa, Rachel Carson, scrisse un libro intitolato ”Primavera silenziosa”, nel quale denunciava che se avessimo continuato ad usare questi agenti chimici, in futuro sarebbero scomparsi gli uccelli e gli insetti impollinatori come: api, farfalle e coleotteri, con il risultato della diminuzione di numerose specie vegetali. Le previsioni di questa studiosa purtroppo si stanno avverando. Ho letto e constatato che ad esempio, il tarassaco, (detto anche barba di Gesù,) pianta commestibile, con proprietà diuretiche e depurative, sta scomparendo dai nostri prati. Da bambina ero solita esprimere dei desideri, soffiando sulla bianca bambagia della pianta. Se con un unico soffio riuscivo a far volare tutti gli “acheni” con i loro “pappi”, il mio desiderio si sarebbe sicuramente avverato. Inconsciamente con questo comportamento per anni, insieme al vento e agli insetti ho aiutato questa pianta a diffondersi. Oggi ai bambini non si tramandano più questi semplici comportamenti, che oltre ad avvicinarli alla natura, potrebbero contribuire alla diffusione del verde e all’armonia dell’ambiente. I ragazzi invece di trascorrere le domeniche chiusi nei centri commerciali, dovrebbero essere condotti dai loro genitori nei boschi e sui prati. Potrebbe essere un’occasione per farli sentire parte di quell’armonia e per capire quanto la generosa natura abbia bisogno del loro amore per continuare a vivere.
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lunedì, 05 novembre 2007
Il dialetto genovese è caratterizzato da una simpatica cantilena e da una parola con molti sinonimi, che viene usata come esclamazione o intercalare e si lega bene al carattere essenziale dei liguri: scettici, concreti, per nulla portati alla retorica, arguti e scabri. “Belin è così universalmente noto ed usato, che vale la pena di curiosare sulla sua etimologia. Pochi sanno, che Beleno è il nome di un paesino alla spalle di Genova, tra Manesseno e Sant’Olcese (si produce un ottimo salame), in cui sorgono i ruderi di un’antica edicola, eretta in onore di San Michele. Nella dedica, cancellata dal tempo, s’intravedono le parole….Deo Apollini Baleno…. Il nome Beleno deriva dal termine Belano, che in celtico significa”Sole Brillante” ed era il Dio dei Liguri, della fecondità e della procreazione.Era raffigurato da una testa di giovane, circondata da capelli raggianti.Questa scultura spesso si trova scolpita nelle chiese romaniche, sorte di solito su vestigia di templi pagani. Nel paganesimo. il brillante Beleno, non era altro che il luminoso Apollo. Entrambi si trasformeranno nel tempo in San Michele, l’arcangelo della luce. I druidi, sacerdoti dei celti, resero sacra la quercia per due motivi. Con i suoi frutti(balanofagi) producevano la farina per preparare il pane e la ghianda, osservata attentamente, ricorda il membro maschile. Il dio Beleno è ancora presente tra i genovesi e le sue tracce si ritrovano nelle tipiche esclamazioni: belin! belandi, belinata, beliscimo.
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lamaratonetaGio
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domenica, 14 ottobre 2007
Desidero unirmi a quei blogger, che oggi 15 ottobre scriveranno un post per focalizzare l’attenzione sull’ambiente, con lo scopo di costruire un futuro migliore. Il rispetto del nostro pianeta è un’emergenza e dovrebbe apparire come priorità nei programmi di tutti i governi del mondo. Per contribuire alla salvezza della Terra bisogna ridurre i consumi d’energia proveniente dalle fonti fossili (petrolio, gas, carbone) a favore di quelle solari ed eoliche, se vogliamo consegnare alle generazioni future un pianeta vivibile. C’è molto da fare ma qualche volta basterebbe rispolverare semplici ed efficaci comportamenti delle generazioni precedenti e come asseriva Calvino: Arruolerò un esercito negli alberi, e ricondurrò alla ragione la terra e i suoi abitanti (Barone Rampante). Quando non esisteva il partito dei Verdi e Pecoraro Scanio non era ancora nato, la mia generazione negli anni 50-60 era solita partecipare alla festa degli alberi. Tutti gli scolari piantavano alberelli sulle colline o nei prati della propria città. Lo scopo era di stimolare il rispetto e l’amore nei confronti del verde, un bene prezioso che ogni uomo deve proteggere e salvaguardare. Le uniche pinete esistenti a Genova, sono il frutto dell’impegno di tanti ragazzi che stimolati dalla scuola e sensibilizzati dalla Guardia Forestale hanno costruito un vero patrimonio.(vedi foto) Gli alberi ci donano i loro colori, frutti, forme e profumi, il fruscio del vento tra le foglie, il canto degli uccelli da loro ospitati. Ci rendono manifesto il mutare delle stagioni, purificano l’aria e influenzano il micro clima, facendo arretrare i deserti. Pochi alberi e qualche panchina, favoriscono l’aggregazione sociale. Sin da piccola ero solita abbracciare gli alberi per trarne energia e inchinarmi davanti ad essi in segno di gratitudine, ignara che la scienza moderna avrebbe scoperto i benefici psico-fisici che essi producono sull’uomo. 
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giovedì, 31 maggio 2007
Le formiche, ebbero origine nell’era dei dinosauri (100 milioni d’anni fa). Il successo evolutivo di questi insetti (alcune decine di migliaia di specie) è dovuto alla loro esistenza coloniale, molto organizzata.Ogni esemplare è pronto senza indugio a sacrificare la propria vita per la difesa del formicaio. Alcune di esse sono dotate di due enormi ghiandole piene di secrezioni tossiche, che durante le lotte con i nemici, attivano contraendo i muscoli addominali, con il risultato di farsi letteralmente esplodere (Kamikaze). Le formiche sono molto di più di una società, sono un organismo unico, un’unità d’intenti. In questa circostanza, il socialismo funziona, eccome, evidentemente il pensiero di Karl Marx ha sbagliato specie! Sarebbe meraviglioso se gli uomini si fossero fermati e avessero organizzato una società con delle caratteristiche simili a quella di questi insetti, che raggiunta la perfezione, sembra abbiano smesso di evolversi. Forse ha ragione l’ecologo americano John Zerzan, quando afferma che con la rivoluzione neolitica, (l’emergere della produzione del cibo, dell’agricoltura e dell’allevamento) l’umanità ha iniziato ad autodistruggersi e all’originaria unione e comprensione del mondo ha sostituito l’imperativo dello sfruttamento e dell’accumulazione dei beni. L’età dell’oro ci vedeva cacciatori e raccoglitori, organizzati in un’etica egualitaria, anarco- primitivista, ancora oggi presente in alcuni popoli che occupano zone economicamente non interessanti, come gli Aborigeni e gli Inuit ecc… Là dove inizia la civilta’ finisce la comunita’. Purtroppo l’evoluzione umana, (come per l’accensione di un razzo supplementare) ha accelerato ed e’ andata oltre, con conseguenze disastrose, sino ad alterare e distruggere tutto l’ecosistema e a modificare il clima. Se l’umanità scomparisse, le altre forme di vita riprenderebbero a prosperare e ad espandersi. Se invece scomparissero le formiche, la terra, senza i servizi forniti da questi insetti diventerebbe arida. Come hanno teorizzato due insigni studiosi Bert Holldobler (mirmecologo) e Edward O.Wilson (fondatore della sociobiologia) le formiche sono, in termini di capacita’, di sopravvivenza e genialita’ di soluzioni organizzative, gli esseri piu’riusciti del pianeta. 
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giovedì, 12 aprile 2007
Foto scattata dal consorte di Giò Le meduse mi hanno sempre affascinato per la loro trasparenza e misteriosa struttura, che le permette di galleggiare e fluttuare con grazia e fascino in balia delle correnti marine.Sembrano minuscole navicelle spaziali perse nel nulla. In primavera, (come le rondini) arrivano nel mar Mediterraneo, rispettando cicli inspiegabili. Recentemente la famosa biologa marina Jacqueline Goi, docente all’istituto oceanografico di Parigi, ha scoperto che sul corpo di questi celenterati sono presenti migliaia di microscopici occhi (Argo). Questa fotografia è stata scattata all’acquario di Genova senza usare il flash, illuminata solo da una lama di luce azzurra che taglia la penombra; il risultato mi sembra soddisfacente! Le meduse fotografate sono le AURELIA AURITA, i tentacoli sono muniti di cellule urticanti ma le loro tossine non sono fastidiose per l’uomo.Osservare queste straordinarie creature, che sono fra gli organismi piu belli e antichi della terra, (600 milioni d’anni) mi riempie d’ammirazione e di gratitudine nei confronti della Natura. 
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