lunedì, 05 marzo 2007
Non stare davanti a me, Albert Camus
(Pelizza da Volpedo Il quarto stato)
potrei non seguirti;
non stare dietro di me,
potrei non esserti di guida;
ma, sta al mio fianco e
sii semplicemente mio amico.
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lamaratonetaGio
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21:24
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mercoledì, 28 febbraio 2007
Amo Genova e la sua luce prima dell’imbrunire, quando ricopre di rosa per un lungo attimo le facciate dei suoi antichi palazzi e d’argento le centinaia di tetti d’ardesia, facendoli luccicare come scaglie di mare. Di questa luce è stato estimatore Nietzesche, che abitò a lungo in Salita delle Battistine, la mulattiera vicino a Villetta Di Negro. Poi il mio poeta, Dino Campana che ha dimorato in Vico Vegetti, un vicolo vicino a Piazza Sarzana. Questa luce è caratteristica delle città mediterranee che si affacciano sul mare, ma quella di Genova è particolare. Nice la considerava lo scenario ideale, giusto ed euforico della sua filosofia, liberatrice dell’uomo dai vincoli delle religioni e dalle pesanti eredità della storia. Se capitate a Genova cercate questa luce! E’ sublime. ….. La gran luce mediterranea S’è fusa in pietra di cenere: Per vichi antichi e profondi Fragore di vita, gioia intensa e fugace: Velario d’oro di felicità E’ il cielo ove il sole ricchissimo Lasciò le sue spoglie preziose E la città comprende E s’accende E la fiamma titilla e assorbe I resti magnificenti del sole, E intesse un sudario d’oblio Divino per gli uomini stanchi. Perdute nel crepuscolo tonante Ombre di viaggiatori Vanno per la Superba ….. ( Da Genova, Canti Orfici 1914) DINO CAMPANA
Terribili e grotteschi come i ciechi.
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lamaratonetaGio
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10:27
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sabato, 17 febbraio 2007
GRANAROLO Prova andarci in Primavera (Giò)
sferragliando in cremagliera...
svetta in alto Granarolo
là c'è il porto... là c'è il molo.
Cielo azzurro con il sole,
verde erba con le viole,
le ginestre sono aulenti,
suon d'elitre vien coi venti.
Laggiù le navi e le campane
nell'aree suonan lontane;
quassù tutto par che tace,
qui qualcuno vuole pace!
Sola e in alto sono lieta
meditar mi piace quieta
e mi fingo già nel nulla,
già nel tempo che mi culla.
Non più desio, nessuna voglia
varcherei di qui la soglia.
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lamaratonetaGio
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18:13
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domenica, 24 dicembre 2006
Persero un giorno la stella. Com'è possibile perdere la stella? Per averla fissata toppo a lungo... i due re bianchi, ch'erano due sapienti di Caldea, col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi. Si misero a far calcoli, si grattarono il mento ma la stella era scomparsa come scompare un'idea, e quegli uomini, l'anima dei quali aveva sete di essere guidata, piansero drizzando le tende di cotone. Ma il povero re nero, disprezzato disse a se stesso:" Pensiamo alla sete degli altri, che non è la nostra, occorre dar da bere, lo stesso, agli animali" E mentre reggeva il suo secchio, nello spicchio di cielo in cui si abbeveravano i cammelli egli scorse la stella d'oro che danzava silente. Edmond Rostand
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lamaratonetaGio
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21:23
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mercoledì, 20 dicembre 2006
DEDICATA A TUTTI I PICCOLINI DEL MONDO Piccolino, morta mamma, non ha più di che campare; resta solo con la fiamma del deserto focolare; poi le poche robe aduna, mette l’abito più bello per venirsene in città. Invocando la fortuna Con il misero fardello, Piccolino se ne va. E cammina tutto il giorno, si presenta ad un padrone: -“Buon fornaio al vostro forno accoglietemi garzone”.- Ma il fornaio con la moglie Ride ride trasognato: -“Piccolino, in verità il mio forno non accoglie un garzone appena nato! Non sei quello che mi va”. Giunse al Re nel suo palagio, si presenta ardito e fiero: -“Sono un piccolo randagio, Sire, fatemi guerriero”.- Il buon Re sorride:-“Omino, vuoi portare lancia e màlia? Un guerriero? In verità Tu hai bisogno della balia! Tu sei troppo piccolino: non sei quello che mi va”. Vien la guerra, dopo un poco, sono i campi insanguinati; Piccolino corre al fuoco, tra le schiere dei soldati. Ma le palle nell’assalto Lo sorvolano dall’alto Quasi n’abbiano pietà. -“E’ carino quell’omino, ma per noi troppo piccino: Non è quello che ci va!”- Finalmente una di loro Lo trafora in mezzo al viso, Esce l’anima dal foro, vola vola in Paradiso: ma San Pietro: -“ o Piccolino, noi s’occorre d’un Arcangelo ben più grande, in verità. tu non fai nemmeno un Angelo e nemmeno un Cherubino… non sei quello che ci va”.- Ma dal Trono suo divino Gesù Cristo scende intanto, e sorride a Piccolino e l’accoglie sotto il manto: -“ Perché parli in questo metro, o portiere d’umor tetro? Piccolino resti qua. Egli è piccolo e mendico senza tetto e senza amico: Egli è quello che mi va… O San Pietro, te lo dico, te lo dico in verità!…”-
Guido Gozzano
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Nome: Angela... dal greco anghelos messaggero
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